Login / Abbonati

MORTARA - Potrebbe essere il cosiddetto «raddoppio selettivo» la soluzione scelta da Rfi per potenziare la linea ferroviaria Milano–Mortara, una delle più frequentate ma anche più problematiche della Lombardia. 
È quanto emerso venerdì pomeriggio durante il convegno «Per una mobilità sostenibile, sviluppo ferroviario Sud-Ovest Milano: e la Lomellina?», organizzato dall’associazione di pendolari MiMoAl alla biblioteca civica «Francesco Pezza» di Mortara. 
L’idea, proposta già nel 2018 dal presidente Franco Aggio, prevede di realizzare il secondo binario soltanto nei tratti fuori dai centri abitati, riducendo così sia i costi sia i disagi per residenti e viaggiatori. 
“Dalle simulazioni condotte da Rfi – ha spiegato Aggio – risulta che i benefici in termini di capacità e puntualità sarebbero gli stessi di un raddoppio tradizionale. Se il progetto supererà le ultime valutazioni tecniche, potrebbe essere inserito nel piano aziendale, anche se non è ancora finanziato”.
Un’apertura significativa è arrivata proprio da Michele Rabino, responsabile dello sviluppo infrastrutturale Nord Ovest di Rfi, che ha confermato come, nel frattempo, il progetto di raddoppio da Albairate ad Abbiategrasso sia già considerato definitivo, pur in attesa dei fondi necessari. 
Tra il pubblico una quarantina di persone, e diversi collegamenti online, tra cui gli assessori vigevanesi Massimo Boccalari e Antonella Mairate, il consigliere regionale Alessandro Cantoni e l’assessore lombardo ai trasporti Franco Lucente, alla sua seconda visita in Lomellina. Lucente ha ricordato che dal prossimo dicembre i treni della linea non arriveranno più a Porta Genova ma a Milano Rogoredo, migliorando così l’interscambio con la rete dell’alta velocità. Ha inoltre segnalato un miglioramento della puntualità, passata dal 72 all’82 per cento, ma ha anche ribadito che resta molto da fare. Il consigliere regionale Andrea Sala ha espresso apprezzamento per l’ipotesi del raddoppio selettivo, pur ammettendo che in passato vi erano state perplessità. 
“È una proposta concreta – ha detto – che tiene conto delle esigenze del territorio e delle risorse disponibili”. 
Nel corso dell’incontro è stato toccato anche il tema delle infrastrutture locali: la stazione di Mortara è stata inserita tra i 600 scali che Rfi intende adeguare ai nuovi standard di accessibilità, con l’installazione di ascensori e marciapiedi alzati a 55 centimetri. I lavori, tuttavia, non partiranno prima del 2028 e non dispongono ancora dei finanziamenti. Infine, Fabio Filippi, responsabile della programmazione dell’esercizio di Trenord, ha ricordato che la nuova organizzazione dei servizi porterà un treno ogni mezz’ora per direzione sulla linea Milano–Mortara, con corse di rinforzo nelle ore di punta e convogli più capienti e moderni.
Il convegno si è chiuso con un cauto ottimismo. La sensazione condivisa è che il «doppio binario fuori dalle città» non sia più solo un sogno dei pendolari, ma una possibile via concreta per il rilancio della mobilità ferroviaria in Lomellina.

Massimiliano Farrell