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Per chi volesse farsi un giro in Oltrepò a Pietra De’ Giorgi, potrà ammirare al «Cantinone Medievale» le opere del mortarese Francesco Galifi (nella foto). Lo scorso fine settimana si è, infatti, inaugurata la mostra «Ozymandis», dal titolo del famoso sonetto di Percy Bysshe Shelley. 
Aperta tutti i giorni dalle 17 alle 19, sono esposte le ultime opere di Francesco Galifi assieme a quelle dell’amico Riccardo Viganò, brianzolo che si dedica la sua attenzione su materiali di scarto col cartone e ai temi legati al degrado cittadino.
“Ho scelto questo titolo per la mostra – spiega Francesco Galifi – perché mi sembrava che potesse coniugare le mie opere con quelle di Viganò. È il filo conduttore della nostra produzione anche se poi ognuno con la sua declinazione. Dunque, una riflessione sull’essere umano a tutto tondo, sul tempo, l’angoscia, i valori decadenti della società e, soprattutto, quel senso di futuro strappato che si vive sempre più ai giorni nostri”.  
L’artista, estremamente prolifico, realizza tele estremamente complesso sul piano ermeneutico e che, per questo, hanno bisogno di essere guardate e osservate con attenzione. Non sono, come si direbbe oggi, puramente «instagrammabili».
“Ultimamente – prosegue – sto ragionando molto anche sul tema dell’intelligenza artificiale, per cui corriamo grandi rischi, non per lo strumento in sé, ma per il modo in cui la stiamo utilizzando. Se si prosegue così temo che la gente ne uscirà lobotomizzata”. La mostra è curata dalla storica dell’arte Roberta Mezzadra ed è stata pubblicizzata anche dalla blogger Elisabetta Bertolini.

Vittorio Orsina