Per i pendolari di Mi.Mo.Al. è andato in archivio l’ennesimo mese da dimenticare: giugno finisce con un maxi disastro
MORTARA - Anche il mese di giugno si chiude nel peggiore dei modi per i viaggiatori della linea Alessandria–Mortara–Milano. E se i dati ufficiali forse non bastano a rendere conto dell’insofferenza ormai generalizzata, lo fa invece l’esperienza quotidiana dei pendolari: ritardi cronici, soppressioni a raffica, guasti continui, e come se non bastasse, una comunicazione sempre più carente. Giugno è andato male quanto, se non peggio, di maggio, con un indice di qualità percepita pari al 76,7 per cento, in calo rispetto al già pessimo 77 per cento del mese precedente. Questo indicatore somma ritardi superiori ai 5 minuti e tutte le soppressioni, totali o parziali, senza sconti su cause o responsabilità. E a giugno non sono mancate le sorprese: oltre agli ormai abituali guasti ai convogli, il 30 giugno ha regalato l’ennesima “ciliegina”: un guasto misterioso all’infrastruttura ferroviaria presso Porta Genova, che ha mandato in tilt la circolazione per ore. Ma a esasperare ancora di più i viaggiatori è stata la mancanza di informazioni tempestive e chiare.
“Bastava comunicare con un minimo di trasparenza – afferma Franco Aggio (nella foto), presidente dell’associazione dei pendolari MiMoAl – che da San Cristoforo il servizio, pur tra mille difficoltà, era comunque attivo. E invece, nel solito copione, la disorganizzazione ha lasciato spazio all’improvvisazione individuale.
Nemmeno la linea S9 è stata risparmiata: guasti ai treni, molti dei quali datati e ormai inadatti, hanno portato a una raffica di soppressioni, con gravi ripercussioni per i passeggeri in transito tra Milano, Mortara e oltre”. Con luglio appena iniziato, i timori dei pendolari sono tutt’altro che scemati: il caldo non dà tregua, i mezzi restano gli stessi, e l’affidabilità continua a vacillare.
A oggi, l’unico dato certo è che, tra promesse mancate e arroganza istituzionale, la misura è colma. E se Trenord non cambierà passo, davvero, a rimetterci saranno ancora una volta migliaia di viaggiatori.
Massimiliano Farrell