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La festa di Sant’Albino, tra fede e rievocazione |
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Mercoledì 03 Marzo 2010 14:40 |
Organizzata d alla Contrada, messa alle 11 poi fagioli e cotiche con i Palestro
Una giornata all’insegna delle antiche tradizioni, in cui il sentimento religioso e le usanze popolari si fondono per dare vita ad un grande momento di festa.
Un’antica usanza che affonda le radici al tempo in cui i monaci dell’antico ordine mortariense si occupavano della cura delle anime presso l’abbazia edificata, secondo la leggenda, dal re dei Franchi Carlo Magno e dove trovarono riposo eterno i paladini Amico e Amelio.Domenica 7 marzo, alle ore 11 sarà celebrata una Messa per onorare la memoria di Sant’Albino fissata dal martirologio romano per il 1° marzo. L’iniziativa nasce da padre Nunzio de Agostino, rettore dell’antica abbazia che sorge sulla via Francigena, in collaborazione con la Contrada Sant’Albino, capitanata da Alessandro Pregnolato, e con L’Informatore Lomellino. “L’offerta del cibo come simbolo di fratellanza” è lo slogan che segnerà questa manifestazione: infatti, al termine della solenne celebrazione liturgica, nell’oratorio della chiesa i partecipanti potranno apprezzare i fagioli con le cotiche cucinati secondo la ricetta tradizionale dall’ineguagliabile Gioachino Palestro. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Marzo 2010 15:30 |