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Andrea Gigo travolto da un pirata della strada

MORTARA – Stava attraversando la strada a piedi, all’altezza del supermercato Gulliver, in piazza Trieste, quando è stato investito da un’automobilista che si è  dileguato senza curarsi di prestare soccorso o di verificare le condizioni del ferito. E’ caccia aperta all’autista pirata che giovedì 12 agosto, poco prima delle 20, ha investito e ferito Andrea Gigo, un disabile di 33 anni residente in città, che è stato poi costretto a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale vigevanese per una frattura alla tibia sinistra. Fortunatamente le conseguenze subite dal 33enne, volto molto noto in città, non sono gravi, tanto che i medici lo avrebbero giudicato guaribile in una trentina di giorni. Le indagini sul grave episodio sono affidate ai carabinieri mortaresi che nei giorni scorsi hanno acquisito le immagini riprese dalle telecamere del sistema di video sorveglianza. Così come conferma il comandante di vigili, Davide Curti. La caccia all’uomo riguarderebbe in particolare un cittadino straniero, per ora non identificato, che rischia una denuncia per omissione di soccorso.
 

Un altro agosto nautico per la città, a mollo tra precisazioni e proteste

Si ripete la ormai consolidata abitudine agli allagamenti. Ma non si fa nulla
Sono bastati quasi 50 millimetri di acqua, piovuti dalle 11 alle 12 e 40 di giovedì 12 agosto, per mandare in apnea l’intera città sommersa, come spesso accade, non solo dalle acque piovane, ma anche dai ritorni delle fognature. Un incubo fin troppo ricorrente per tutti i mortaresi ormai quasi rassegnati all’inadeguatezza cronica del sistema fognario, sistematicamente al collasso al cospetto di normali acquazzoni estivi. E nella settimana di ferragosto si è tornati a fare i conti con cortili, cantine, garage, negozi e case allagate, tanto che Vigili del fuoco, volontari della Croce rossa e della Protezione civile sono stati mobilitati per intervenire nei casi di maggiore emergenza. Ma, terminato l’allarme, è il coro di proteste a sommergere soprattutto il Comune, visto come principale responsabile del mancato adeguamento del sistema fognario. Però, tra i più indignati, c’è proprio chi dell’amministrazione fa parte. Infatti Elio Pecchenino, assessore alla sicurezza, è tra i primi ad essere amareggiato anche perché in questo campo il Comune ha “le mani legate”.

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Ecco come sarà il “super svincolo” dell’Asilo Vittoria

Sta per partire la rivoluzione viabilistica che non solo cambierà il volto dell’incrocio tra Strada Pavese e via Tiziano Vecellio, ma anche l’accesso all’ospedale Asilo Vittoria, al quale si potrà accedere solo da ex statale 494. Infatti una rotonda a sei uscite trasformerà radicalmente l’aspetto dell’incrocio tra le ex strade statali 494 e 296: se ne parla ormai da quasi due anni, ma questa volta la conferma definitiva c’è, e arriva dalla Provincia che ha comunicato al Comune di Mortara l’inizio dei lavori. Quindi verrà aperto in questi giorni il cantiere che cambierà la viabilità lungo la circonvallazione esterna della città, con la realizzazione di una rotatoria che sostituirà l’incrocio semaforico nei pressi dell’Asilo Vittoria. “Abbiamo ricevuto la comunicazione che nel mese di agosto partiranno i lavori per la costruzione dell’opera - spiega Gianfranco Morone, assessore ai lavori pubblici - che è di competenza della Provincia. Mentre il Comune di Mortara provvederà a sue spese alla realizzazione della strada che condurrà all’abbazia di Sant’Albino, affiancata anche da una pista ciclopedonale”.
 

Giorgio Forni: il medico che ha creato in Lomellina la nuova consapevolezza del patrimonio artistico

Straordinariamente gentile, elegante e misurato, avvolto nel fumo di molte sigarette, Giorgio Forni si racconta, dalla medicina all’arte, da Vigevano a Bangkok, dall’incontro con Picasso ad una ancestrale antipatia per Aligi Sassu. “Mi iscrissi a Medicina perché allora - e sottolineo allora - ero un Cattolico fervente ed un seguace letterario di Don Milani il quale diceva che un Cristiano per essere tale poteva fare o il prete, o il sindacalista, o l’ insegnante… Non c’era “il medico” nell’elenco, infatti durante il secondo anno meditai di cambiare per Lettere. Era comunque chiara l’idea dell’impegno per il prossimo. Poi presi per ragioni politiche un’ altra strada, con l’esigenza di fare consultori per la donna e divenni militante di Lotta Continua. Mi incaricarono di occuparmi del finanziamento del quotidiano e io sfruttai le mie conoscenze fra gli artisti per ottenere fondi. Questo rinsaldò ancora di più i miei rapporti con il mondo dell’arte e nel ’75 mi imbarcai in un nuovo progetto per il castello di Vigevano.” L’ origine delle conoscenze di Forni con alcuni degli artisti più celebri del nostro Novecento si perde nella notte dei tempi. Come, del resto, anche l’origine della sua passione per l’arte. Il nonno, Virgilio Forni, chiamato dal nipote, generosamente, come lui stesso ammette, il “Caravaggio lomellino”, per un caso fortuito era diventato pittore. Negli anni  ’30 capitò che fossero suoi ospiti alcuni amici pittori nella tenuta di caccia di Valeggio e che, saltando un fosso si bloccasse in maniera irreparabile. Gli amici consigliarono allora alla moglie di mettergli fra le mani la cassetta dei colori dei figli. Inizialmente i quadri furono terribili, affinò poi la tecnica fino ad ottenere discreti risultati. Invitato da Lucio Fontana nel ‘52 a visitare una mostra di un giovane promettente artista alla Galleria Cairola di Milano, trovò allestita una mostra di suoi quadri. Era uno scherzo di Fontana e di altri artisti di Albissola (Agenore Fabbri, Aligi Sassu, Gianni Dova), quegli stessi artisti che Giorgio Forni ricorda come presenze importanti nella sua infanzia.
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Gambolò: giallo sul tunisino preso a pistolettate

GAMBOLO’ – Sono ancora tante, tantissime le zone oscure che circondano l’inquietante episodio avvenuto domenica sera nella campagne di Gambolò, dove un tunisino di 28 anni è stato ferito da uno dei due colpi di pistola esplosi  nei suoi confronti mentre cercava di allontanarsi dalle persone con cui aveva raggiunto l’area. Un avvertimento? Un regolamento di conti maturato nel mondo della microcriminalità? Ipotesi che non vengono trascurate dai militari dell’Arma della compagnia ducale, così come qualsiasi altra pista possa risultare utile alle indagini e fornire una risposta alle mille domande ancora in sospeso. Pochi, al momento, i riscontri che sarebbero stati forniti agli investigatori dalla giovane vittima, M.B., un tunisino irregolare di 28 anni, senza fissa dimora, che è stato ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Vigevano con una ferita al braccio sinistro, raggiunto da un colpo di pistola,  per la quale i medici hanno stilato una prognosi di 15 giorni.
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Sartirana: per la 38ª sagra debutta il Palio della rana

Fra il 3 e il 5 settembre si svolgerà la 38° Sagra della Rana di Sartirana Lomellina. Con la grancde novità della disputa del primo “Palio della rana”. Tutte le sere a partire dalle ore 19 al Giardinetto Estivo si potranno gustare un ottimo risotto con fegatini di rana, croccanti rane dorate e saporita polenta e rane – oltre alle classiche grigliate varie. La manifestazione si apre con una gara ciclistica amatoriale con ritrovo al Campo Sportivo in via Paolo Moro alle 15 e 45 di venerdì 3 e partenza scaglionata per i tre gruppi – Supergentlamen A-B, Cadetti Junior Senior, Vegetariani Gentleman- con partenze alle ore 16 e 30, 18 e 5 e 18 e 10. La gara prevede di percorrere la strada Sartirana-Breme per 7 volte, per un totale di 56 chilometri.
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Valle: lutto per la morte dell’Ernestina

VALLE - Un malore improvviso, quando aveva da poco lasciato la casa di un paziente, i soccorsi allertati immediatamente, non sono bastati: è morta così, fino all’ultimo a servizio dei malati, l’infermiera Ernestina Abbate. Ernestina, originaria di Breme, 63 anni, dopo aver lavorato per anni  all’ospedale San Martino di Mede, aveva proseguito la sua opera  a Valle, per moltissimi anni a fianco del dottor Gianni Bellazzi e, dopo il suo pensionamento, a fianco di Adolfo Puglisi. “L’Ernestina”, come la chiamavano tutti in paese, è entrata in tutte le case di Valle, era a disposizione di tutti per un’iniezione, un prelievo, una medicazione, un consiglio. “Era il nostro 118 – ricordano tutti i vallesi, ancora sconvolti dalla sua repentina scomparsa – ci rivolgevamo a lei con fiducia, la chiamavamo di giorno e di notte e lei era sempre disponibile. Come faremo senza di lei, senza il suo sorriso, senza i suoi consigli?”.
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Robbio: l’addio all’ex sindaco Angelo Sabucco il gigante buono della politica

ROBBIO – Nella giornata di Ferragosto il paese ha pianto un suo amato ex primo cittadino. Poco dopo le 14, Angelo Sabucco, sindaco di Robbio tra il 1985 e il 1990, a soli 64 anni ha esalato l’ultimo respiro in un letto d’ospedale tra l’affetto della moglie Vittorina Ferrari e del figlio Marco.  Ricoverato all’ospedale di Mede, ha ceduto nella sua dura lotta contro una grave forma di sclerosi multipla combattuta per oltre 13 anni. La salma dell’ex primo cittadino è rientrata in paese il giorno 17 per celebrare il funerale che si è tenuto presso la chiesa di Santo Stefano alle ore 10. Poco prima della fine della cerimonia, il sindaco Marcello Gasperini ha ricordato ai presenti la tenacia con cui Sabucco ha sempre affrontato ogni sfida, anche l’ultima, ed ha espresso il cordoglio alla famiglia a nome di tutto il paese. Inoltre, prima che la salma venisse trasferita al cimitero seguita dal corteo funebre, il sindaco Gasperini ha deposto sul feretro la fascia tricolore indossata dall’ex sindaco ai tempi del suo mandato, quando veniva ancora cinta in vita. Angelo Sabucco, socialista di fede e dal marcato pragmatismo, durante la sua carica  amministrativa più che delle strategie politiche si è sempre preoccupato di valorizzare Robbio, tanto che in più di un’occasione entrò in polemica con gli amministratori di Mortara, a suo avviso troppo accentratori riguardo la gestione degli organismi consorziali come il Clir ed il Cipal. Angelo Sabucco è stato comunque l’ultimo sindaco a dar vita ad una giunta di sinistra, in anni in cui il partito comunista otteneva il 40 per cento dei consensi ed il partito socialista che ne riscuoteva  oltre il 10 per cento.
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Elezioni la scorsa settimana
Attesa la convocazione dei soci
MEDE - Organi societari eletti nei giorni scorsi per il Gal Lomellina, l’associazione di recente formazione che riunisce il gruppo di azione locale lomellina (Gal), che recentemente si è costituito in srl. A svolgere il ruolo di presidente e di vicepresidente due amministratori medesi: il sindaco Giorgio Guardamagna e il suo vice, nonché assessore allo sport, ai lavori pubblici, alla polizia locale, Stefano Leva. L’incontro per la nomina dei membri si è tenuto martedì  3 novembre presso l’aula consiliare del comune di Mede.