L'Informatore Lomellino  
Home
 

Lettere al Direttore

sezione due

Che tempo farà ...

Inserzioni Pubblicitarie

Link utili

4 pagine

Per tutti i lettori, quattro pagine dell'ultima edizione.

storico

DICEMBRE 2013

 

 
L'intervento
di Marco Feccia

Il caso Valle, un'anomalia lomellina

Stimatissimo Direttore, la ringrazio per l’ospitalità concessa al mio precedente intervento e unitamente alle sempre sue gradite note di commento, cordialmente in questa sede la saluto.
Due considerazioni.
1) L’azione politica dell’opposizione consigliare non è riconducibile solo alla fredda espressione numerica. Quando la compagine di minoranza è costituita da persone motivate e non da semplici partigiani di ventura al seguito della maggioranza, tante volte la “qualità” prende il sopravvento sulla “quantità”. Lei ricorda bene quel che accadde negli anni ’90.
Il caso S.I.F. e lo scandalo dei debiti fuori bilancio, situazioni che costrinsero il Sindaco Secondo Canna alle dimissioni. A beneficio del lettore, rammento che i rapporti di forza nel consiglio comunale di allora erano gli stessi di oggi, forse, diversa, la caratura politica dei soggetti di opposizione di quegli anni, e naturalmente anche delle successive legislature.
2) E’ vero, a Valle Lomellina non è sorta una lista alternativa a Pier Roberto Carabelli, e le ragioni le esporrò in un altro momento; ma la circostanza non autorizza e non legittima chi ha indossato per abitudine i costumi della lista civetta a comportarsi in ogni frangente, come “yes man”. Queste formazioni di supporto sono legittime, ma poco dignitose (in termini politici) per chi le pratica e soprattutto per chi le promuove. La progressiva disaffezione in corso tra il sindaco Pier Roberto Carabelli e la cittadinanza, l’ho evidenziata nell’intervento precedente, qui mi chiedo quale valore possa rivestire un Consiglio Comunale dove l’opposizione non esiste e pertanto, rappresenta proprio nessuno.
Concludo.
L’anomalia di Valle Lomellina, vista almeno nel quadro provinciale, è costituita da un rapporto improprio tra la consistenza dell’Ente (2.200 abitanti e altri ridotti parametri: territoriali, produttivi ecc.) e le macroscopiche e profonde problematiche di natura politica e finanziaria. Ma questa è un’altra storia – o forse la stessa - di cui presto ci occuperemo.
Marco Feccia

Stimato Marco Feccia, anzitutto la ringrazio della possibilità di parlare di politica in Lomellina, perché non succede più. La stessa mia abitudine di dare risposte alle lettere al direttore serve soprattutto a questo. E sono lieto che lei lo abbia inteso. Ad uso dei lettori ricordo che la scorsa settimana abbiamo pubblicato una sua lettera all’indirizzo del sindaco Roberto Carabelli in cui lei, in sintesi, esprimeva critiche per i 70.000 euro che le casse comunali dovranno pagare per una vertenza legale avviata nei confronti dell’architetto di Zeme Marco Miconi.
Fatta la premessa io capisco bene cosa lei intenda dire quando scrive che “L’azione politica dell’opposizione consigliare non è riconducibile solo alla fredda espressione numerica”, ma non accade. E mi pare un po’ inutile scriverlo.
Insomma, a Valle la minoranza è silente, facciamocene una ragione! Io capisco la sua perplessità, ma prendiamo atto del fatto che la minoranza di Valle fa quello che ritiene giusto. Ammesso, come lei lascia ben intendere, che quella sia una minoranza e non una “lista civetta”.
Lei cita il caso dei tempi di Secondo Canna, sindaco comunista. Beh, mi permetta era una situazione molto diversa e mi pare vi fossero responsabilità ben diverse. Non crede?
Il vero problema è che a Valle non ci sono state alternative a Roberto Carabelli, e questo mi pare il punto “politico” della questione. Quello che lei rimbalza ad un “altro momento”.
Io invece non rimando e mi chiedo, come è possibile che a Valle, un paese che ha avuto una lunga tradizione politica, di cui mi pare di ricordare che anche lei abbia fatto parte, che ha subito lo schiaffo della Sif, causa di gravissimo inquinamento della falda fino a Mede, che ha prodotto un esponente del Partito democratico come Elia D’Arenzo, salito ai vertici del Pd di Mortara, che ha dato i natali a Marco Maggioni, parlamentare della Lega e responsabile del movimento in ambito territoriale, insomma come è possibile che Roberto Carabelli vada al governo del paese in una corsa sostanzialmente solitaria? Non è il caso, stimato signor Feccia, che si provi anche a fare un po’ di autocritica, oltre a prendersela con la minoranza silente?
Lo dico con simpatia, perché credo sia fondamentale fare tesoro delle sconfitte per evitarne altre, ma nelle sue due lettere di autocritica non mi pare di vederne neppure l’ombra. Sbaglio? Lei perché non si è fatto promotore di una lista alternativa a Carabelli, eppure la causa legale con Miconi già era in discussione. Lei parla di “progressiva disaffezione in corso tra il sindaco Pier Roberto Carabelli e la cittadinanza” e allora perché nessun altro, lei compreso, non si è fatto avanti per raccogliere una maggiore affezione della cittadinanza? Chi lo doveva fare? Perché lei si mobilita solo ora?
Io credo che proprio una biblioteca, come quella di Valle che lei guidava, sia una postazione privilegiata per osservare una comunità, per favorire un dibattito, e invece spesso queste realtà sono del tutto avulse dalla comunità, oppure sono passerelle per i soliti personaggi che sulla cultura locale mettono d’accordo il pranzo con la cena e basta. Dai signor Feccia, parliamoci chiaro.
Nella mia risposta le ho citato una legge completamente sbagliata che consente ad un amministratore della cosa pubblica di mettere in conto ai cittadini vertenze legali assurde, portate avanti per proprio sfizio. Lei mi risponde prendendo per il bavero la minoranza di Valle che è “poco minoranza”. Non le pare un po’ strano?
Le regole le detta la legge, non il buon cuore di chi calpesta il pianeta.
Le faccio un altro esempio. In Lomellina c’è chi dice che per evitare l’uso e l’abuso dei fanghi in Lomellina basterebbe che gli agricoltori non li usassero. Già. Invece nei convegni agricoli dicono che i fanghi sono ammessi dalla legge e dunque si possono usare tranquillamente, perché, se facessero guai, la legge li vieterebbe.
Questo succede per una politica che rinuncia alle proprie prerogative per lasciare che i problemi se li smazzino gli altri. Come se dicessimo che per evitare i furti basterebbe che i cittadini smettessero di rubare.
In un batter d’occhio qui torniamo alla preistoria, alla clava.
Chiudo con una battuta politica: la sinistra ha un problema grave, quello di tornare tra la gente. Non ce la fa.
Vede, per essere ascoltati, condivisi, votati, bisogna interpretare una opinione pubblica che è in costante evoluzione. Invece la sinistra è rimasta ingessata a teorizzare sui massimi sistemi.
La sinistra italiana non riesce a comunicare con i cittadini e soprattutto non riesce più ad ascoltare i cittadini. Dunque a tracciare una linea politica che raccolga il consenso, cioè sia votata.
Infarcire i discorsi con citazioni dotte (si fa per dire), cercare riparo nei dialogo sui massimi sistemi, evocare teorizzazioni sulla solidarietà, ha distrutto quella che solo 25 anni fa era la maggioranza del Paese. Non mi ricordo di un Enrico Berlinguer che citasse a raffica Manzoni o Marco Tullio Cicerone, nonostante avesse strumenti culturali molto, molto più importanti dei nostri messi insieme.
Se non si dialoga con i cittadini, se non si cambia rotta, se non si guarda alla realtà, alle aspettative delle classi più deboli, al disastro che sta provocando una immigrazione deregolamentata, alla tragedia di una Giustizia disattivata, ai disagi degli ospedali, non si riuscirà a entrare seriamente nel dibattito politico, né a Valle e neppure altrove.
Oggi la sinistra italiana sembra impegnata a spiegare che quello che si deve fare è il contrario di quello che la gente si aspetta dalle istituzioni.
E poi, concludendo davvero, si guardi ai giovani, si lasci spazio, dopo i risultati disastrosi di una classe politica che incassa solo sconfitte.
Stiamo lasciando in eredità ai nostri giovani un elenco di guai, senza mai riuscire ad occuparci delle soluzioni.

Giovanni Rossi © Riproduzione riservata

 
INFORMATORE LOMELLINO - Dir. resp. Giovanni Rossi
Contrada della Torre, 3 - Mortara (PV) - Tel 0384 98282 - Fax 0384 99449 - Mail: info@informatorelomellino.it

 

 

 
Verifica la validità dei fogli di stile Level Double-A conformance icon, W3C-WAI Web content Accessibility Guidelines 1.0