L'Informatore Lomellino  
Home
 

Lettere al Direttore

sezione due

Che tempo farà ...

Inserzioni Pubblicitarie

Link utili

4 pagine

Per tutti i lettori, quattro pagine dell'ultima edizione.

storico

DICEMBRE 2013

 

 
L'editoriale
di Giovanni Rossi

Una regione andata in fumo

L’incendio dei rifiuti a Corteolona, alle porte di Pavia, segna un punto di non ritorno per una Lombardia ormai costretta a annaspare e per una provincia di Pavia finita a superare per disastri ambientali la mitica “terra dei fuochi” di napoletana memoria. Con una inevitabile premessa: questi signori che governano la prima regione italiana dovrebbero avere almeno il decoro di guardare in faccia la realtà e di andarsene in fretta. Basta!
La Lombardia che fu la culla dello sviluppo industriale, culturale, scientifico, agricolo si è ridotta in pochi anni a un fantasma dove non funziona più nulla, dove tutto si deve tagliare, dove chi governa ed è pagato a peso d’oro neppure si cura di assumersi le responsabilità di uno sfascio totale.
Senza dimenticare che oggi la Lombardia è di gran lunga la regione che ha vissuto i più gravi scandali di corruzione. Basterebbe ricordare che nell’ottobre 2015 fu arrestato Mario Mantovani, vice presidente della Regione Lombardia di Forza Italia, con le accuse di corruzione aggravata e concussione.
Non solo montagne di rifiuti che vanno in fumo ormai come prassi regolare, non solo fiumi di denaro ingoiati da grandi opere inutili, ma la Lombardia oggi deve fare i conti con una politica che affoga negli scandali, con strade dissestate, treni che sono sistematicamente vittime di disservizi, ponti che traballano o vengono chiusi, ospedali macinati da una politica di tagli incomprensibile e mai spiegata, con elicotteri che devono svolazzare ovunque per parare il colpo di pronti soccorso evidentemente non in grado di assolvere al loro compito sul territorio. Per non parlare del settore economico, con il commercio e l’artigianato che vanno a rotoli, l’agricoltura strangolata da prezzi impensabili, e poi le scuole che lamentano ogni tipo di problema, dalle aule agli insegnanti, con i cantieri fermi, le industrie cedute a stranieri, e, ovviamente, il problema dei rifiuti che diventa un percorso tra roghi e nuvole nere. Sì, perché la Lombardia ha anche questo invidiabile primato: le migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti che finiscono nei nostri polmoni in un clima di totale rassegnazione.
Tanto che verrebbe da chiedersi perché fare tante storie con i problemi dei rifiuti quando basta un fiammifero e si risolve tutto. La Lombardia in fatto di terra dei fuochi ha persino dato una bella lezione alla Campania, perché se a Caserta o Benevento quando si bruciano rifiuti vengono lanciati allarmi ambientali, da noi in Lombardia no, mai, tutto continua come prima.
Pensiamo a Mortara, un incendio di rifiuti speciali alla ditta Bertè durato una settimana, una quantità di rifiuti andati in fumo che neppure si sa ancora con esattezza, ma che comunque si stima in qualcosa come 100.000 quintali, gomma, plastica, vernici, tutto bruciato. Ebbene nessun danno all’ambiente, nessuna restrizione, niente. In Lombardia gli incendi di rifiuti che capitano costantemente non fanno alcun danno, anzi, in fondo risolvono delle belle gatte da pelare. E allora perché non permettere ai cittadini che si facciano il loro bel falò famigliare e si brucino i loro rifiuti in santa pace?  Ma come si fa a pretendere un maggior senso civico dai cittadini se poi una settimana di gigantesco incendio di rifiuti non provoca niente di niente? Come si fa a essere credibili se così tanti roghi di rifiuti non portano a nulla se non ad altri roghi e altri ancora, in una catena allucinante di disastri ambientali? Per questo chi governa oggi la Lombardia, lontano da ogni giudizio politico, deve andarsene, il più lontano possibile, alla svelta, andarsene a godersi il mucchio di soldi che i cittadini gli hanno pagato per aver governato la Lombardia in questo modo.
Ma se possibile la brutta storia del rogo di Corteolona segna una svolta ulteriormente negativa nella sequenza allucinante degli incendi che segnano la “Eccellenza” lombarda in fatto di rifiuti. Perché il capannone andato in fumo con migliaia e migliaia di quintali di rifiuti era a tutti gli effetti dismesso, cioè là i rifiuti ammucchiati non dovevano neppure esserci e non si sa neppure da dove arrivino. L’eccellenza lombarda assiste impotente a camion di rifiuti che si muovono non si sa da dove e diretti a dove, che poi vanno in fumo mentre tutti si sbracciano a “tranquillizzare”. Ma non basta perché le cronache raccontano che due sindaci di buona volontà, oltre a cittadini di buona volontà, avevano anche fatto esposti alle forza dell’ordine per raccontare gli strani movimenti di enormi camion che portavano rifiuti dentro quel capannone.  Ma nella Lombardia che aveva le maniche rimboccate (????) non si è mosso nulla fino a quando il consueto incendio, di cui non si conosceranno mai le cause che già tutti sanno, ha mandato tutto in fumo. Un fumo che, scommettiamo, alla fine le analisi confermeranno che non ha fatto nulla di male, niente di niente. Anche perché è difficile pensare che una settimana di incendio di rifiuti, di gomme e plastica, a Mortara non faccia nulla e un solo giorno di incendio degli stessi rifiuti facciano invece danni a Cortelona.
Perché in Lombardia, a differenza di Napoli, gli incendi di rifiuti non fanno neppure male alla salute.

Certamente non a quella di chi occupa il potere di una regione allo sfascio.


Giovanni Rossi © Riproduzione riservata

 
INFORMATORE LOMELLINO - Dir. resp. Giovanni Rossi
Contrada della Torre, 3 - Mortara (PV) - Tel 0384 98282 - Fax 0384 99449 - Mail: info@informatorelomellino.it

 

 

 
Verifica la validità dei fogli di stile Level Double-A conformance icon, W3C-WAI Web content Accessibility Guidelines 1.0