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4 pagine

Per tutti i lettori, quattro pagine dell'ultima edizione.

storico

DICEMBRE 2013

 

 
L'Editoriale
di Giovanni Rossi

Un appello per interventi straordinari

Un falso grave che mira soltanto a mantenere quella destinazione a discarica lombarda che da 25 anni temiamo sia stata assegnata alla Lomellina, nel totale silenzio, se non nell’entusiasmo, di quasi tutti i partiti e di quasi tutti gli amministratori del territorio.
I ripetuti incendi del recente passato, alla raffineria di Sannazzaro, al termodistruttore di Parona, alla ditta rifiuti Aboneco di Parona, in area Cipal e infine un altro, enorme, alla Bertè, non sono, lo ripetiamo con forza, la radice del problema, ma sono l’effetto inevitabile di una programmazione del territorio che ha visto ammucchiarsi in Lomellina troppi insediamenti a rischio ambientale.
Aggiungiamo poi le numerose inchieste giudiziarie piovute nel settore dello smaltimento rifiuti, che hanno portato a ripetute azioni delle forze dell’ordine alla discarica di Albonese e ad alcune ditte fanghi.
Tutto questo accade e accadrà perché la politica locale si è sottomessa in modo colpevole alle scelte che hanno distrutto il territorio lomellino e oggi i cittadini pagano il prezzo di quelle scelte.
Pagano un prezzo sul piano della salute, con record nella presenza di malattie causate dal degrado dell’ambiente; pagano un prezzo economico, perché il territorio sta perdendo, per colpa dell’inquinamento, qualsiasi opportunità di sviluppo; pagano un prezzo sociale, perché in questo panorama chi ancora ha voglia di credere nelle opportunità per il futuro non può che voler andarsene.
Raffineria, inceneritori, discariche, fanghi, industrie inquinanti, agricoltura intensiva, sono stati collocati in Lomellina ben oltre ogni ragionevole limite, e oggi cercare di semplificare tutto su un incendio alla Bertè è solo una ulteriore dimostrazione di incapacità politica. Per usare un eufemismo.
Lo diciamo al sindaco Marco Facchinotti, anche se sappiamo benissimo che in Regione comanda la sua stessa Lega, lo diciamo a ogni sindaco e a ogni esponente di qualsiasi partito, perché oggi cercare di speculare (come si sta facendo) in termini di vantaggi personali, su un disastro ambientale gravissimo del territorio è un atteggiamento criminale.
Non ci importa più un fico secco delle regole adottate dalla Regione, ora devono essere cambiate. E in fretta. Perché noi abbiamo visto bruciare di tutto in Lomellina, abbiamo visto smaltire ogni genere di rifiuto, abbiamo respirato qualsiasi puzza, abbiamo visto sfuggire ogni opportunità di sviluppo reale e compatibile per colpa della miopia e della incapacità di chi avrebbe dovuto occuparsi di noi.
Dopo un incendio durato ben sei giorni siamo ben felici del ritorno alla normalità, vogliamo certamente evitare polemiche e allarmismi, ma abbiamo l’obbligo di mobilitarci per un territorio in agonia.
L’obbligo di dire: ora basta.
Perché quello che è accaduto, accade e accadrà in Lomellina non ha uguali nelle regioni e province vicine, e ci riporta in modo evidente a quella terra dei fuochi della Campania dove per risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti si usa il fiammifero, facendo respirare alla gente centinaia di migliaia di quintali di rifiuti. Ma non solo, perché in Lomellina a questo si aggiungono altre componenti di grave inquinamento ambientale che persino nella terra dei fuochi sono state evitate alla gente.
Dunque oggi sono colpevoli tutti coloro i quali non affrontano alla radice la drammatica situazione lomellina. Sono colpevoli quelli che addirittura cercano di lucrare altro denaro dei cittadini inventandosi investimenti in turismo, in cultura o altre amenità che sono improponibili in una terra dove la gente, tra incendi e polveri sottili, non può neppure uscire di casa.
In Lomellina c’era un unico patrimonio ed era il territorio. Poteva essere un’alternativa interessante di tipo residenziale, accogliendo chi rifiuta le limitazioni della città. Poteva essere un’alternativa per accogliere eventi culturali, sportivi, per ospitare eccellenze alimentari, istituzioni scolastiche o di ricerca avanzate.
Ma la follia pura del mondo politico ha annullato tutte queste opportunità, trasformando la Lomellina in un ammasso confuso di qualsiasi cosa, dagli elettrodotti ad altissimo voltaggio agli insediamenti dei peggiori pirati del mondo dei rifiuti, mai fermati dalla politica ma solo dalla magistratura.
Ora il mondo politico deve assumersi le proprie responsabilità, deve guardarsi attorno e con lucidità giudicare quello che è stato fatto qui. Smettendola di adottare la menzogna per portare avanti interessi di bottega, oppure, ed è peggio, invocando un orgoglio lomellino che serve solo a continuare a non fare nulla.
Se non si interverrà in modo radicale non ci resterà altro da fare che attendere un altro disastro ambientale.

Giovanni Rossi

 






 
INFORMATORE LOMELLINO - Dir. resp. Giovanni Rossi
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