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L'Editorialedi Giovanni Rossi

Disuguaglianze e immigrati. Anzitutto

Vale la pena di riprendere gli stucchevoli commenti di fine anno e la censura, o autocensura, che abitualmente i giornali italiani fanno quando rischiano di sfiorare gli interessi di padroni infognati fino al collo nei guai della giovane repubblica del Bel Paese. Ma passata l’ondata a favore della libertà di stampa, del post attentato, ora si deve provare a fare i conti con la realtà. In tutto il mondo al primo posto dei problemi che si stanno vivendo gli osservatori pongono un fatto di estrema semplicità e facile comprensione: la disuguaglianza sociale. La crescita costante delle disuguaglianze sociali in tutti i momenti dell’esistenza sono alla base delle difficoltà di ogni natura e di ogni nazione.


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DICEMBRE 2013

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  IN PRIMO PIANO


Il Comitato No Fanghi scrive ai sindaci: "Salvate la Lomellina"

MORTARA - “Ora siano i sindaci a dimostrare il rispetto per la loro terra”: così il Comitato “No Fanghi in Lomellina” lancia il suo programma a tutto campo, con una serie di iniziative dagli aspetti clamorosi. Il Comitato ha inviato le missive ai 55 primi cittadini della zona, lettere nelle quali si evidenziano i gravi problemi che oggi la Lomellina soffre per uno smaltimento di fanghi che non ha uguali. “...Stiamo distruggendo un’area con caratteristiche di unicità nell’intero pianeta - di legge tra l’altro nella lettera - per la presenza di acqua, di fontanili, di canali e rogge che la sapienza dei nostri antenati ha realizzato, una rete irrigua unica al mondo, per alimentare un’agricoltura di eccellenza che oggi stiamo irreversibilmente compromettendo. ... Le chiediamo di salvare la sua terra, perché solo amministratori che amano la Lomellina e che hanno un alta considerazione del loro fondamentale ruolo di custodi del territorio e della sua gente, possono porre rimedio a una legislazione che premia interessi diversi da quelli dei suoi amministrati”... La lettera prosegue con le motivazioni che portano oggi a considerare fondamentale un blocco allo smaltimento di fanghi, tra cui la natura sabbiosa del terreno, il fatto che il terreno di risaia sia destinato alla sommersione, che vieta per legge lo smaltimento dei fanghi, l’importanza di tutelare la qualità e la salubrità del riso, la necessità di difendere le prospettive turistiche che sono annullate dall’uso dei fanghi, la necessità di non accumulare insediamenti ad altissimo rischio ambientale, i dati agghiaccianti sul diffondersi di malattie gravissime dovute all’inquinamento, la necessità di tutelare il bene acqua, sinonimo di vita: Per tutto questo il documento aggiunge un appello: “Le chiediamo un’ordinanza urgente che proibisca lo spandimento sul territorio del suo Comune dei fanghi, per le ragioni sopra elencate, a tutela della salute dei suoi abitanti. Il territorio è la nostra più importante risorsa; se si continuerà ad avvelenarla per interessi estranei ai suoi abitanti si commetterà un vero crimine di cui, prima o poi, saremo chiamati a rispondere. In subordine e con urgenza Le chiediamo un’ordinanza immediata rivolta agli agricoltori che spargono fanghi di comunicare il proprio nominativo e quello della propria Azienda e l’ubicazione esatta dello spargimento, il giorno e l’ora in cui questi fanghi vengono sversati, il nominativo e i riferimenti fiscali della Ditta che li sparge, Il tipo di veicolo che viene utilizzato per lo sversamento, l’obbligo di recintare i terreni in cui questi fanghi vengono sparsi (poiché sugli stessi contratti stipulati fra i contraenti si sconsiglia vivamente il calpestio da parte di bambini o animali), con apposita segnalazione. e chiedere agli organismi competenti di eseguire un monitoraggio puntuale al fine di evitare smaltimenti illegali. La non ottemperanza di queste prescrizioni deve essere severamente sanzionata”. Inoltre il Comitato chiede che l’amministrazione comunale si impegni ad utilizzare tutti gli strumenti urbanistici necessari a non permettere l’insediamento sul proprio territorio di attività ad alto impatto ambientale come Ecotrass o altre similari, vista l’altissima concentrazione sul nostro territorio di aziende di questo tipo già presenti. Chiede infine all’amministrazione di impegnarsi prioritariamente a incentivare la presenza di attività sostenibili e la qualità dei prodotti locali agricoli e di trasformazione. Il Comitato No Fanghi ha anche inviato una lettera ad alcune trasmissioni televisive di inchiesta, come “Report”, “Piazza Pulita” e “Presa Diretta”, al fine di sollecitare una trasmissione che riguardi il problema dei fanghi in Lomellina. Oltre alla lettera ai 55 sindaci il Comitato No Fanghi porterà dal prossimo 9 febbraio banchetti nelle piazze dei maggiori centri lomellini. Infine per il 28 marzo è stata organizata una catena umana che si snoderà nel centroi di Mortara a significare la volontà di un veroi rinascimento economico e cultiurale della Lomellina. Come dire, la lotta è appena iniziata.

 

Mortara: la palestra di palazzo Lateranense cade a pezzi

MORTARA – Luce accesa, anche di giorno. Ma non è per una norma di sicurezza. É invece uno dei molti problemi della palestra delle ex scuole medie “Josti”, poi utilizzato degli studenti del Pollini per le ore di ginnastica e ora usata per ospitare per gli allenamenti di alcune società sportive. Purtroppo, però, la struttura all’interno di palazzo Lateranense versa in condizioni pessimi. Al limite dell’agibilità. I servizi igienici sono infatti fuori servizio e gli utenti sono obbligati ad attraversare il cortile interno di via Troncone per recarsi presso gli spogliatoi collegati al pallone geodetico. Inoltre i termosifoni perdono costantemente, tanto che ogni ora il contenitore di plastica posizionato per raccogliere l’acqua deve essere svuotato. Ma non è tutto, l’elenco delle “magagne” prosegue con una pericolosa grata che penzola, attaccata solo da un’estremità, da uno dei fari dell’impianto di illuminazione. Eppure i corsi del mini volley e di twirling sono comunque relegati nella struttura. Infine c’è anche lo sport praticato dalla politica, cioè quello del rimpiattino, basato sul rimbalzo delle responsabilità. L’assessore Marco Vecchio incontrerà le società sportive per capire cosa si può fare nell’immediato, ma puntualizza che la manutenzione della struttura, fino a quando l’istituto Pollini rimarrà a palazzo Lateranense, spetta alla Provincia.


  AGENDA
Sabato 24 gennaio, ore 11:15 Abbazia Sant'Albino Festa patronale della Polizia locale
 

 

             
 
INFORMATORE LOMELLINO - Dir. resp. Giovanni Rossi
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