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L'Editorialedi Giovanni Rossi

Provarci bisogna. E si può

L’affollato convegno di venerdì alla borsa merci è certamente il più importante segnale politico in Lomellina, da decenni a questa parte. E i motivi sono parecchi.
Un primo significato è quello politico. Perché trovare la forza, nel territorio delle più forti individualità, di guardarsi in faccia e stringersi la mano non è poco ed è segnale confortante. Ovvio che certi presenti lo hanno fatto con disponibilità e stile, altri con evidente imbarazzo. Ma è successo ed è quello che conta.
Lo slogan di fondo era “lavoriamo insieme per il bene comune” e quella sala della borsa merci è stata il contenitore comune, il prototipo di una politica locale unita nelle diversità. E ascoltare le parole dei tecnici presenti ai massimi livelli è stata una frustata dolorosa per chi si illudeva e si illude di un primato della politica che si immagina priva di responsabilità.


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storico

DICEMBRE 2013

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  IN PRIMO PIANO

Acque contaminata dai pesticidi, Orellana porta il caso in Senato

Quando acqua non fa più rima con vita, ma diventa sinonimo di veleno, è forse il caso di prendere le cose sul serio. E il fatto che in Lomellina sia allarme vero per lo stato di grave inquinamento delle acque da parte dei pesticidi lo dimostra anche la recentissima presa di posizione del senatore Luis Alberto Orellana che, la settimana scorsa, ha presentato in parlamento un’interrogazione urgente rivolta al ministro dell’ambiente. “Chiedo di adottare una tempestiva revisione della normativa disciplinante i controlli e il monitoraggio della presenza di sostanze inquinanti nei terreni e nelle acque – spiega il senatore - al fine di garantire una concreta ed universale tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, nel rispetto del disposto del dettame costituzionale”. D’altronde i dati riportati nell’edizione 2016 del “Rapporto azionale pesticidi nelle acque” non lascia molto spazio ad interpretazioni. Nulla che possa essere additato come il “solito” tentativo di creare un clima di terrore da parte dei cosiddetti ambientalisti oltranzisti. Infatti la fonte è più che autorevole: le analisi sono state fatte dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di pesticidi in oltre il 70 per cento dei casi con sostanze di 41 tipologie diverse. Nel panorama nazionale il quadro peggiore è quello rilevato in Lombardia, mentre a livello regionale la Lomellina si aggiudicata la maglia nera. “Complessivamente - prosegue Luis Alberto Orellana - il risultato delle analisi indica un’ampia diffusione della contaminazione, maggiore nelle acque di superficie, ma elevata anche in quelle sotterranee, con pesticidi presenti anche nelle falde profonde naturalmente protette da strati geologici poco permeabili. Tra le diverse sostanze nocive rilevate è diffusa la presenza dei neonicotinoidi sia nelle acque superficiali, sia in quelle sotterranee. Per questo è necessario un aggiornamento dei parametri, delle metodologie e dei valori attualmente utilizzati per l’effettuazione dei monitoraggi e delle analisi di sostanze inquinanti, prevedendo in particolare un’integrazione della lista delle sostanze da ricercare e sottoporre a controllo con specifico riferimento a biocidi e farmaci”. Inoltre il senatore ha chiesto al Parlamento un rafforzamento delle tutele e dei controlli specifici sulle acque superficiali e sotterranee e l’emanazione di linee guida volte a garantire l’omogeneità sul territorio nazionale delle norme regionali. Intanto con il bollino rosso rimangono le acque nei comuni di Cilavegna, Dorno, Frascarolo, Mede, Rosasco, Tromello, e Vigevano. Nell’indagine non compare però il Comune di Mortara, escluso dalla campagna di monitoraggio.

 

Parona: i 5 stelle portano i rifiuti "atomici" in Regione

PARONA – Il caso del materiale radioattivo depositato in un capannone della Intals è arrivato al parlamento regionale. Infatti Iolanda Nanni, consigliere del Movimento 5 Stelle e referente per la provincia di Pavia, ha presentato un’interrogazione in cui chiede, al presidente della giunta lombarda Raffaele Cattaneo ed agli assessori competenti, di sollecitare ASL e ARPA ad analizzare in modo adeguato i livelli attuali di radioattività del materiale e come esso viene protetto e custodito. La storia inizia nel 2011, quando all’azienda Somet di Ambivere, nel bergamasco, è stato fuso per errore del materiale radioattivo che ha contaminato anche gli scarti di lavorazione, il prodotto è stato trasportato, in diversi momenti, a Parona presso gli stabilimenti della Intals, ex Vedani Metalli (della stessa proprietà di Somet) ritenuti più idonei, in cui si trova tuttora. Nonostante le misurazioni di ARPA abbiano stabilito che il livello di radioattività di questo materiale sia talmente basso da risultare innocuo per l’incolumità della popolazione, la relazione di Iolanda Nanni fa notare come il sindaco di Ambivere, Silvano Donadoni, abbia fatto di tutto per allontanare le schiume contaminate dal suo comune e come la popolazione di Parona non sia stata informata di questa ingombrante presenza per quasi quattro anni. Per quanto riguarda la protezione del materiale, invece, lo stesso documento sottolinea come non tutti i rifiuti siano tuttora in situazione di sicurezza, in quanto chiusi in cassoni ricoperti soltanto da semplici teli. Lo stesso politecnico di Milano, incaricato di svolgere uno studio a riguardo nel 2011, ha sconsigliato di mantenere a Parona lo stoccaggio di questi materiali, prospettando soluzioni alternative come l’invio all’estero o la diluizione dei materiali tossici tramite successive fusioni con composti non contaminati. Ad oggi in Italia non esiste ancora nessun sito idoneo ad ospitare materiale radioattivo e, in attesa che questo “deposito unico nazionale” venga aperto, la prefettura di Pavia (su richiesta dell’azienda) ha deciso di avviare l’adeguamento di un capannone, sempre di proprietà Intals, come deposito di stoccaggio temporaneo in cui trasportare il materiale. Pertanto Iolanda Nanni, nella sua interrogazione, chiede agli enti regionali ASL ed ARPA di verificare se i cassoni coi rifiuti contaminati siano ancora ricoperti da teloni o abbiano coperture più adeguate, di effettuare ulteriori analisi per confermarne sia la non pericolosità per la salute della popolazione e sia il non pericolo di dispersione nell’aria delle polveri ed, infine, di esaminare soluzioni alternative allo stoccaggio a Parona e di organizzare momenti di confronto e informazione in cui sia coinvolta la cittadinanza. L’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi (Lega Nord), dal canto suo, ha prontamente replicato a Iolanda Nanni, dichiarando di prendere molto sul serio la segnalazione e che, dunque, la regione farà tutte le verifiche possibili anche se, ha aggiunto, “la gestione dei rifiuti radioattivi è responsabilità dello stato”. “Il sindaco Lorena negli ultimi mesi ha fatto quel che ha potuto – ha dichiarato Renato Soffritti, della commissione ambiente – a differenza di prima, anche se io trovo difficile pensare che non sapesse niente già nel 2011. Perfino la stessa Intals è in un certo senso danneggiata, dato che farebbe sicuramente a meno di “ospiti” così ingombranti ed ha già speso una somma ingente per risolvere la faccenda. Quello che mi preoccupa non è tanto la pericolosità del materiale per la popolazione, ma il fatto che potrebbe venire spostato ancora più vicino al paese e che, comunque, si tratta sempre di rifiuti radioattivi sul territorio che devono ancora essere smaltiti”. Verifiche ritenute “necessarie” da più parti, quindi. Bisognerà capire se dopo la risposta ad un caso trovato, evidentemente, urgente, la politica regionale e magari quella nazionale continueranno ad interessarsi al problema.

 


  AGENDA
Sabato 21 maggio, ore 16:30 Mortara Presentazione della biografia del Venerabile Teresio Olivelli - biblioteca civica
 

 

             
 
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