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L'Editoriale
di Giovanni Rossi

I fanghi, i sindaci
e le leggi


Tirando le somme dopo la grande manifestazione “No fanghi” di Mortara e il giro di opinioni dei sindaci lomellini sul tema dello smaltimento e rifiuti in agricoltura in ambito locale, si trovano molti spunti di riflessione. Premesso che alla base resta sempre la regola che vuole che i cittadini hanno gli amministratori che si meritano. In primo piano c’è stato lo straordinario successo della manifestazione organizzata il 28 marzo dal Comitato no fanghi. Un successo che non ha precedenti nella storia di Mortara, una grande festa della consapevolezza e dell’impegno civile, in un clima di allegria, di creatività, di vera festa della gente per la gente.


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storico

DICEMBRE 2013

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  IN PRIMO PIANO




Mortara-Casale: a ottobre i lavori, da gennaio i treni

Il treno dei desideri, che si avverano, transita da Mortara a Casale. Riaprirà infatti la strada ferrata tra Lombardia e Piemonte. Una decisione, definita lunedì scorso, quando a Casale si sono riuniti attorno a un tavolo il sindaco di Mortara Marco Facchinotti, quello di Candia Stefano Tonetti, il primo cittadino di Casale Concetta Palazzetti e l’assessore ai trasporti di regione Piemonte Francesco Balocco. Proprio a regione Piemonte spettava l’ultima parola perché la linea, pur insistendo prevalentemente sul territorio lombardo, è sotto la direzione di Torino. Sia Trenord che Rfi sono pronti a mettersi al lavoro per ripristinare la linea, tanto che già ad ottobre potrebbe essere aperto il cantiere. Con questa tabella di marcia, si è sbilanciato l’assessore regionale ai trasporti, la tratta potrebbe essere operativa sin dai primi mesi del prossimo anno. L’obiettivo è quello di riattivare il trasporto su rotaia su una rotta chiusa da ormai oltre tre anni e sostituita da un servizio di trasporto su gomma che, però, non soddisfa i molti pendolari che si spostano tra Mortara e Casale. Soprattutto nel periodo invernale il tragitto richiede un tempo di percorrenza molto lungo. “Purtroppo – spiega il sindaco Marco Facchinotti – molto del materiale pregiato presente sulla linea Mortara Casale è stato rubato. In pratica non è rimasta traccia di rame, totalmente depredato. Persino le centraline di controllo dei passaggi a livello è stata oggetto di atti di vandalismo. In queste condizioni il ripristino dei binari richiede un investimento stimato attorno ai 650mila euro”. La volontà politica, quindi, c’è tutta. In tempo di elezioni meglio mostrarsi pronti a tutto. I pendolari sono anche potenziali elettori. Ma al lato pratico la vera partita si giocherà su chi scucirà i soldi. Il braccio di ferro è tra regione Lombardia e regione Piemonte che si dovranno suddividere costi e oneri. E come la prenderanno i moltissimi pendolari della Mortara-Milano se la giunta guidata da Roberto Maroni dovesse mettere dei quattrini sulla Mortara Casale invece che sulla linea più frequentata e disagiata che transita da Mortara? “Purtroppo – conclude Facchinotti – immagino che il raddoppio della Mortara Milano non si farà mai prima della realizzazione del ponte sul Ticino a Vigevano. Nonostante tutto non possiamo che accogliere con soddisfazione la riapertura della Mortara-Casale che, in ogni caso, costituisce un servizio ulteriore per i cittadini”.

 


(nella foto: un momento della grande manifestazione anti-fanghi di Mortara)
Mortara, caso fanghi: il comune ritira l'ordinanza

MORTARA - Caso fanghi, indietro tutta! L’amministrazione mortarese ingrana la retromarcia e revoca l’ordinanza che limitava l’utilizzo dei fanghi sul territorio comunale. Quindi hanno vinto loro, cioè le “ditte del rudo” che nelle scorse settimane hanno fatto la voce grossa, tanto da ricorrere al giudizio del Tribunale amministrativo regionale per chiedere la revoca dell’ordinanza firmata da Marco Facchinotti. Così, senza neanche aspettare il parere del Tar, la giunta ha annullato il provvedimento entrato in vigore lo scorso 12 febbraio. Forse, avranno pensato gli amministratori, meglio non disturbare troppo il manovratore ed evitare quai maggiori, quasi dando per scontato un parere favorevole nei confronti delle ditte fanghi da parte del Tribunale. Eppure l’ordinanza, che ricalca l’esempio dato dal comune di Castello D’Agogna, si era limitata a ribadire le regole recentemente approvate da Regione Lombardia. Sono riprese anche le linee guida scritte nel 2012 dall’amministrazione Provinciale. Nulla di più. Infatti il provvedimento mortarese non conteneva affatto il quantitativo di fanghi disperso nelle campagne lomelline, ma si limitava a vietare il loro spandimento il sabato e la domenica, imponeva l’aratura dei terreni interessati e la pulizia delle strade nel caso di dispersione del materiale. Proprio per questi motivi, più che sulle limitazioni imposte dall’ordinanza, le ditte che si occupano di trattamento dei fanghi hanno fatto leva sulla presunta, sempre secondo il loro punto di vista, urgenza del provvedimento. Mancherebbe il requisito della contingenzialità e dell’urgenza e l’amministrazione cittadina non ha intenzione di andare fino in fondo, anche davanti ai giudici, per dimostrare la necessità dell’ordinanza.


  AGENDA
Venerdì 29 maggio, dalle 20 Mortara, centro storico Tri pas in piasa
 

 

             
 
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