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L'Editorialedi Giovanni Rossi

Ospedali in provincia di Pavia,
dai tagli alle razionalizzazioni


Con la quarta puntata dell’inchiesta Sanità portiamo all’attenzione dei lettori una proposta operativa, concreta, praticabile, per dare all’assistenza ospedaliera in provincia di Pavia un nuovo assetto, più funzionale, migliorativo dei servizi ai cittadini, meno costoso per le casse pubbliche, cioè per i costi che ricadono sui cittadini. Un’alternativa concreta ai tagli che in modo ben poco chiaro vengono ventilati, smentiti, poi confermati. Purtroppo senza che mai siano detti con chiarezza gli obiettivi da raggiungere. Un fatto oltremodo disdicevole se pensiamo che i “padroni” della Sanità pubblica sono i cittadini e che in questo modo a loro si nascondono i programmi e i progetti. Come se i muratori che costruiscono una casa nascondessero il progetto a chi la vuol costruire. Ovvio che in questo clima il vero sospetto è che questi progetti siano almeno penalizzanti per i cittadini stessi e che per questo vengano tenuti segreti. In termini lomellini si direbbe che si vuole pelare l’oca (il cittadino) evitando che questo strepiti


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4 pagine

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storico

DICEMBRE 2013

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  IN PRIMO PIANO


Fanghi: controlli allarmanti nelle campagne, interviene la Forestale

MORTARA - Valori dei metalli presenti nel terreno talmente allarmanti da richiedere l’intervento della Guardia forestale e dell’Arpa. Così le analisi “fai da te”, effettuate dal comitato No Fanghi su un terreno soggetto a spandimento fanghi, hanno dato esiti sorprendenti. Talmente gravi da rendere necessario l’intervento immediato delle autorità. Con lo spettro della “Lomellina dei fuochi”, terra dei veleni, sempre più concreto. “Sappiamo che, da tempo, i nostri sostenitori aspettano notizie riguardanti le indagini che abbiamo fatto su terreni intorno a Mortara – spiegano i rappresentanti del Comitato – e ora siamo finalmente in grado di dare alcune doverose spiegazioni, tanto attese. I dati sono particolarmente allarmanti. Decisamente negativi. Non è una bella notizia aver rintracciato alcuni dati riguardanti valori relativi a metalli e a composti chimici oltre i limiti consentiti”. Evidenze talmente anomale che hanno reso necessario un personale e diretto confronto tra il Comitato, i tecnici intervenuti nelle operazioni, Arpa e Guardia forestale. Sono stati proprio questi enti a rendere in seria considerazione i dati emersi, con la conseguenza di non rendere possibile la loro divulgazione. Adesso ci saranno indagini molto approfondite. “Dopo aver superato notevoli difficoltà burocratiche e tecniche, – continuano dal Comitato No Fanghi in Lomellina - abbiamo affidato a tecnici l’incarico di effettuare i prelievi che avevamo programmato. Sinceramente non pensavamo che i pochi mezzi a nostra disposizione ci avrebbero permesso di imbatterci in alcuni dati particolarmente significativi, negativamente significativi. Di conseguenza, come normalmente avviene in queste situazioni, non è possibile rendere di pubblico dominio tali dati. E tuttora questo forzoso riserbo richiesto ci vede costretti a non poter essere più espliciti”. Inizialmente lo scopo principale del Comitato era soprattutto quello di evidenziare la mancanza di controlli da parte degli enti preposti, dovuti sia a carenze strutturali e di mezzi, sia a carenze delle norme in atto che non prevedono neppure le analisi delle acque riferite specificatamente allo spandimento dei fanghi, né la ricerca di molti inquinanti potenzialmente esistenti e che pure sono stati segnalati da studi internazionali anche non recentissimi. Insomma, chi cerca trova. Ed è bastato un “esame del sangue” della terra per verificare quanto sia compromessa la situazione. “Nel frattempo - concludono - abbiamo inviato un esposto alla Procura della Repubblica per segnalare i disagi persistenti della popolazione e la trascuratezza con cui la pratica degli spandimenti viene effettuata. Trascuratezza possibile grazie alla inesistenza di controlli che potrebbero essere effettuali anche dagli enti locali e che, alla lunga, porta al compimento di veri e propri reati come confermano gli interventi della forza pubblica, sia da noi che in varie parti d’Italia”.

 

Plastica, carta e alluminio nello stesso sacco: così cambia la differenziata

MORTARA - Anno nuovo, raccolta differenziata nuova. Con il 2017 saranno infatti introdotti alcuni cambiamenti e il più significativo sarà l’accorpamento delle frazioni di carta, plastica, alluminio e vetro che non saranno più ritirate separatamente. La loro differenziazione non sarà più “a carico” dei cittadini, ma affidata ad un impianto specializzato, dotato delle tecnologie adatte per dividere i tre materiali destinati al riciclaggio. Si ridurrà così lo sforzo chiesto ai cittadini, non più chiamati ad una meticolosa divisione dei rifiuti domestici. Una semplificazione del servizio di raccolta porta a porta che ha, inoltre, l’obiettivo di ridurre i costi sostenuti dal Clir. Infatti la missione del consiglio di amministrazione del Consorzio è quello di riequilibrare il rapporto tra costi e ricavi del servizio. Al momento le spese superano di circa oltre 600mila euro i ricavi. E del nuovo piano industriale si sarebbe dovuto parlare in un’assemblea convocata per lo scorso 29 dicembre, poi rinviata a data da stabilire. “In ogni caso da parte nostra c’è piena fiducia nel lavoro del nuovo presidente Manuel Elleboro – spiega Marco Facchinotti – che ci ha già anticipato alcuni possibili cambiamenti per sistemare gli equilibri di bilancio. Tra le misure prospettate c’è la raccolta simultanea di carta, plastica e alluminio, in modo da ridurre i passaggi e l’impiego di mezzi e personale. Anche per i cittadini sarebbe più semplice rispettare la raccolta differenziata”. Il recupero delle varie materie prime verrà comunque fatto, solo che ad occuparsene sarà un impianto tecnologicamente avanzato e meccanizzato. E poi c’è la questione Tari, cioè la tariffa rifiuti. Che aumenterà. Ma non saranno i cittadini a pagare. Non a Mortara almeno. A congelare il possibile aumento ci penserà AsMortara che coprirà ogni costo aggiuntivo della Tari con parte degli utili dell’azienda. Si ipotizza una cifra di circa 150mila euro. “Gli aumenti, se ci saranno, – continua il primo cittadino – saranno sterilizzati dall’intervento della nostra azienda e i cittadini pagheranno una somma del tutto simile a quella versata nel 2016. Inoltre ricordo che proprio quest’anno c’è stata una riduzione della tassa rifiuti di circa 10 euro per ogni cittadino. In ogni caso il Comune di Mortara, socio di maggioranza relativa all’interno del Clir, ha piena fiducia nell’operato del Consorzio e sarebbe una follia affossare un’azienda pubblica che rappresenta un patrimonio per gli oltre 40 Comuni soci. Infine stiamo parlando di un’attività che dà lavoro a moltissime persone del territorio”.


  AGENDA
Sabato 14 gennaio, ore 21 Mortara Mortara on Stage: Massimo Lopez show (Auditorium)
 

 

             
 
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