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L'Editorialedi Giovanni Rossi

Provarci bisogna. E si può

L’affollato convegno di venerdì alla borsa merci è certamente il più importante segnale politico in Lomellina, da decenni a questa parte. E i motivi sono parecchi.
Un primo significato è quello politico. Perché trovare la forza, nel territorio delle più forti individualità, di guardarsi in faccia e stringersi la mano non è poco ed è segnale confortante. Ovvio che certi presenti lo hanno fatto con disponibilità e stile, altri con evidente imbarazzo. Ma è successo ed è quello che conta.
Lo slogan di fondo era “lavoriamo insieme per il bene comune” e quella sala della borsa merci è stata il contenitore comune, il prototipo di una politica locale unita nelle diversità. E ascoltare le parole dei tecnici presenti ai massimi livelli è stata una frustata dolorosa per chi si illudeva e si illude di un primato della politica che si immagina priva di responsabilità.


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storico

DICEMBRE 2013

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  IN PRIMO PIANO

Mortara: i rom sgomberati dalla cascina Della Cà

MORTARA - Sgomberata! Addio alla comunità rom che da anni risiedeva abusivamente presso la cascina Della Cà che, con l’intervento della Polizia locale di venerdì scorso, ha definitivamente lasciato il complesso che si trova sulla strada tra Mortara e Olevano. Infatti, dopo un lavoro durato mesi, venerdì 29 aprile è stato possibile mettere in pratica l’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco Marco Facchinotti, risultato possibile anche grazie alla collaborazione della comunità che ha lasciato senza problemi la cascina. Insomma, non sono state necessarie le ruspe invocate dal segretario leghista Matteo Salvini, quanto l’insolita opera di paziente mediazione dell’assessore Elio Pecchenino. “La cosa che mi piace sottolineare - racconta l’assessore alla sicurezza - è che all’arrivo degli agenti la comunità, che ha saldato i cancelli, aveva già abbandonato la cascina, accettando il provvedimento. É stato necessario concedere loro il tempo necessario, che non è stato poco. Ma alla fine ne è valsa la pena. Non conosciamo la nuova destinazione della comunità rom perché non risultano neanche residenti a Mortara, però la cosa importante è un’altra. Infatti questo intervento era necessario per motivi di sicurezza riguardanti gli stessi occupanti. L’edifico è pericolante, tanto che l’anno scorso era scoppiato un grosso incendio. Non era ammissibile che anche dei bambini vivessero in un posto simile”. Però, prima di arrivare a quello che l’amministrazione considera un risultato positivo, ci sono voluti mesi. Tempo necessario anche per rintracciare i diversi proprietari della cascina. “Abbiamo faticato non poco a trovare i titolari dello stabile – continua Elio Pecchenino - infatti sono disseminati per tutta l’Italia ed è stata un’impresa far pervenire le nostre notifiche”. Ora il passo successivo dovrebbe essere costituito dalla demolizione della struttura pericolante.

 

Parona: nessun licenziamento al termo, risolta la vertenza

PARONA – Non ci saranno più licenziamenti all’Inceneritore, ma soltanto allontanamenti basati sul criterio della volontarietà. È questo l’esito dell’accordo sottoscritto venerdì 27 aprile nella riunione tra gli operai, i sindacati, i rappresentanti regionali dell’ Arifl e la dirigenza di Lgh, che gestisce il Termovalorizzatore del comune lomellino. L’azienda riuscirà dunque a raggiungere l’obiettivo della riduzione del personale mediante gli incentivi all’esodo, calcolati a seconda dell’età dei lavoratori e degli anni mancanti alla pensione, ma senza cacciare chi, invece, ha lottato per mantenere il suo posto di lavoro. Gli operai che avevano ricevuto la lettera di licenziamento erano, all’inizio, 27 (su 81 totali), poi ridotti a 25 date le dimissioni o il raggiungimento della pensione da parte di due di essi. Una fonte non confermata sostiene che, ad oggi, siano 18 i dipendenti che abbiano già firmato un accordo di buonuscita. Le cifre degli incentivi, invece, partiranno da 7 quote di indennità di mobilità a chi maturerà i requisiti per andare in pensione entro 12 mesi, fino a circa 26 mila euro lordi ai lavoratori più giovani. La dirigenza dell’inceneritore chiederà comunque la cassa integrazione straordinaria per crisi per un anno fino ad un massimo di 50 operai, alcuni a zero ore ed alcuni a rotazione. Le situazioni non chiare di questa vicenda sono ancora molte, tanto che i sindacati hanno inserito nell’accordo la possibilità di monitorare la gestione dell’inceneritore tramite incontri quadrimestrali o, comunque, a richiesta. La questione più urgente tuttavia è stata risolta: 27 licenziamenti in un territorio particolarmente colpito dalla crisi come la Lomellina avrebbero rappresentato un colpo durissimo per il territorio e per le famiglie dei lavoratori e, data l’iniziale posizione rigida di LGH e dati i toni pessimisti uditi nei due scioperi di marzo e aprile, pochi avrebbero saputo prevedere un esito così roseo. “L’obiettivo era unicamente la salvaguardia del diritto al posto di lavoro – ha rivelato un operaio – ed è stato un braccio di ferro in cui non abbiamo ceduto“.

 


  AGENDA
Venerdì 6 maggio, ore 21 Auditorium Festival dialettale - Compagnia teatrale Fuoridicopione
Sabato 7 maggio, ore 21 Auditorium Festival dialettale - Compagnia Lo spazio scenico
Domenca 8 maggio, ore 21 Auditorium Festival dialettale - Compagnia Borlotti burloni
 

 

             
 
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